sabato 27 settembre 2008

invece di andare a teatro


C’è una cosa che voglio dire.
Ed è che a volte siamo proprio ostinati. Pensiamo il futuro e lo incastriamo. Osserviamo la situazione, analizziamo i dati e ipotizziamo dove porteranno. Meglio. Decidiamo dove porteranno. Siamo così incredibilmente testardi che non importa se le situazioni cambiano, i dati variano e il presente ci smentisce. Non importa. Ormai abbiamo deciso e così sarà. Come una fatalità.
Come quando decidiamo (decidiamo) lucidamente di abbandonare qualcuno, stabiliamo che non è possibile nessuna reale amicizia là dove siamo, imponiamo che questo non sia il nostro posto, aspettando un altrove. Non ci accorgiamo neppure che facciamo di tutto per far sì che tutto vada nella direzione della nostra ipotesi-decisione. Non pensiamo che se solo agissimo con più fiducia, lasciando per lo meno spazio all’imprevisto, smettendo di remare costantemente contro … non ci pensiamo. Perché abbiamo deciso che sarà così, e così sarà. Perché abbiamo bisogno di dimostrarci che il nostro star male dipende dalle condizioni e non da noi. Perché riversare sull’intorno un’incapacità a ricercare ciò che desideriamo ci fa sentire meno sbagliati.
E allora continuiamo così. A dimostrare con il nostro malessere la veridicità del nostro verdetto. Con la nostra mancata felicità la nostra diversità.
Continuiamo ad autopunirci, a evitare il confronto con ciò che sembra impedirci di stare bene.
Continuiamo a stare di fronte a ‘sto cazzo di monitor, questa sera, invece che andare a teatro.

4 commenti:

  1. ...perseverare è... se già sai tutto sei a metà dell'opera, ma diciamocelo, quanto ci si sente protetti nel nido della propria sofferenza. E' impagabile.

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  2. infatti il problema è proprio quello. che uno ci si AFFEZIONA al proprio stato melmoso di sofferenza. se non fosse un posto così caldo a uno poi verrebbe voglia di uscirne..

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  3. Anonimo4:34 PM

    A proposito di teatro...
    La prossima volta non mancare, se puoi. Così poi me lo racconti.
    A rivederci.

    L'ORA DI LUCE
    YouthfulArts Club
    Via A. Costa 11
    Cattolica
    www.myspace.com/loradiluce

    Lo Scricchetto Produzioni
    8 Novembre 2008
    FILASTROCCHE MALINCONICHE
    la poetica visionaria di Tim Burton
    ore 23.00

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  4. cazzo cazzo cazzo. è così, cazzo. è così!! ahhhhhh
    non siamo più capaci di farci compagnia
    e ci va bene così
    non amo più

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