venerdì 8 gennaio 2010

coni a perdere

A volte mi capita di crederci. Che un oggetto decida di perdersi quando abbiamo perso chi ce l’ha regalato. Che l’anello si rompa, quando ormai tutto è finito. Che l’orecchino scompaia perché di te non saprò più nulla. Che il braccialetto si maceri come il ricordo, e i boxer scoloriscano. Che la cintura non stringa più, e un idioma si confonda.

A volte penso realmente che il mondo inanimato che ci circonda interpreti ciò che non sappiamo vedere, raccontandocelo poi in maniera eclatante, retorica. Teatrale.

4 commenti:

  1. Magari fosse così. Almeno per me è diverso. Quando vorrei lasciarmi alle spalle qualcuno. Quando credo di averlo ormai fatto, spunta qualcosa che lo riporta davanti a me quel qualcuno.

    M.

    PS
    Bel post anyway

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  2. anche quello, certo.
    eppure a volte, quando la distanza ti impedisce di sapere qualcosa di qualcuno, gli oggetti parlano per quella persona.
    è come se si facesse ancora sentire, in un mondo o nell'altro

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  3. non sarà mica che ad un certo punto noi facciamo dire agli oggetti quello che invece vorremmo sentire da qualcun'altro? Mah!

    M.

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  4. Piumino12:09 PM

    Tutto gira intorno al triangolo dei Bermuda

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