venerdì 18 giugno 2010

vestite a festa


Ascolto parole il cui sapore riconosco. Parole che suonano familiari nella mia bocca. Parole che mi compiacciono. Parole di ambizione ed intraprendenza.
E le sento fastidiose, irritanti, scomode e vuote come falsità vestite a festa.
Il mio pensiero va ai giorni, alle settimane che scompaiono dietro di me rapide e invisibili, fagocitate dai carichi di lavoro e dalla smania di divorare la poca vita rimasta. Va agli attimi di respiro affannato e convulso in cui si tenta di assaporare tutto. E mi chiedo cosa vale.
Le lingue. Le città, le nazioni, le persone, le foto, le luci, i suoni, le chitarre, le canzoni, i cibi, gli alcolici, le notti, le ore insonni, i letti disfatti, le mattine da coglioni, i chilometri divorati, gli aerei, i treni, le auto, le bici, i piedi. I progetti. I desideri fuggenti e arraffati.
Cosa vale? Cosa? Quale pietra fonda la mia casa? Da che arco devo cominciare a decorare la mia vita?

garden state


-Sai quando arrivi a quel punto della tua vita in cui ti rendi conto che la casa in cui sei cresciuto non è più casa tua? Improvvisamente anche se hai un posto dove mettere le tue cose l’idea di casa non esiste più.

-Io sto ancora bene a casa mia.

-Vedrai, un giorno quando te ne andrai, di colpo non ci sarà più. Non potrai tornare indietro. Come avere nostalgia di un posto che neanche esiste.

Probabilmente è un momento di crescita. E non proverai più quella sensazione finché non ti creerai una nuova idea di casa per te, per i tuoi figli, per la tua nuova famiglia. Una specie di ciclo.

Non so, è il concetto che mi manca.

Forse una famiglia è proprio questo. Un gruppo di persone che hanno nostalgia di un posto immaginario.

martedì 8 giugno 2010

l'orecchia


Tutto scorre normale e fluido sulla lingua, mentre la serata avanza. Un ballo sinuoso di parole, una coreografia di gesti e pensieri. Tutto turbina e svolazza.

Finchè un dettaglio, un elemento da nulla, la piccola orecchia nel grande libro della vita, mi colpisce. E mi marca l’anima a fuoco.

Indietro non si torna. L’inganno è svelato e la superficie dei pensieri spazzata via con brutale efficienza. E il mondo torna un luogo solitario, malinconico e scuro.