martedì 17 maggio 2016
lunedì 9 maggio 2016
passare in mezzo
Disse al ragazzo che pur
essendo huèrfano avrebbe dovuto smettere di vagabondare e trovarsi un
posto nel mondo, perché quel vagabondare sarebbe diventato per lui una passione
e tale passione lo avrebbe estraniato dagli uomini e quindi anche da se stesso.
Disse che il mondo poteva solo essere conosciuto per come esisteva nei cuori
degli uomini. Perché per quanto sembrasse un luogo che conteneva degli uomini,
in realtà era un luogo contenuto nei loro cuori e quindi per conoscerlo era lì
che bisognava guardare, e imparare a conoscere quei cuori, e per far ciò si
doveva vivere con gli uomini e non limitarsi a passare in mezzo a essi.
Cormac McCarthy
giovedì 14 aprile 2016
lunedì 11 aprile 2016
miserie umane
La maggior parte degli abitanti della Terra lavora per
tirare avanti. La gente lavora perché deve; non sceglie questo o quell'impiego
per passione, le circostanze della vita scelgono per loro. Un lavoro privo
d'amore, un lavoro noioso, un lavoro stimato solo perché gli altri non hanno
nemmeno quello, per quanto privo d'amore e noioso: ecco una delle peggiori
miserie umane.
Wislawa Szymborska
mercoledì 9 marzo 2016
chiunque tranne te
"Sei un uomo buffo, Robin. Un uomo strano".
"Perché dici così?" le chiese lui gelidamente.
"Beh, perché sei sempre lì a costruirti ostacoli. Cerchi
sempre di convincerti che la vita è più difficile di quanto non sia."
"Perché tu pensi che le cose per me siano state
semplicissime: vero?"
"Se ne accorgerebbe chiunque. Chiunque tranne te."
Jonathan Coe
venerdì 19 febbraio 2016
canzone dei dodici mesi
Viene Gennaio silenzioso e lieve
un fiume addormentato, fra le cui rive giace come neve
il mio corpo malato, il mio corpo malato.
Sono distese lungo la pianura
bianche file di campi, son come amanti dopo l'avventura
neri alberi stanchi, neri alberi stanchi
Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino
ma nei convitti e in piazza lascia i dolori e vesti da Arlecchino,
il carnevale impazza, il carnevale impazza.
L'inverno è lungo ancora
ma nel cuore appare la speranza, nei primi giorni di malato sole
la
primavera danza, la primavera danza.Cantando Marzo porta le sue piogge
la nebbia squarcia il velo, porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo, il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere
e con l'inverno butta la penitenza vana, l'ala del tempo batte troppo in fretta,
la guardi, è già lontana, la guardi, è già
lontana.
O giorni, o mesi che andate sempre via
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale,
la
mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare.Con giorni lunghi al sonno dedicati
il dolce Aprile
viene. / Quali segreti scoprì in te il poeta
che ti chiamò crudele / che ti chiamò crudele.
Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi
dopo fatto
l'amore / come la terra dorme
nella notte dopo un giorno di sole / dopo un giorno di sole.
Ben venga Maggio e il gonfalone amico
ben venga primavera, il nuovo amore getti via l'antico
nell'ombra della
sera, nell'ombra della sera.
Ben venga Maggio, ben venga la rosa
che è dei poeti il
fiore, mentre la canto con la mia chitarra
brindo a Cenne e a
Folgore, brindo a Cenne e a Folgore.
Giugno, che sei maturità dell'anno
di te ringrazio Dio: in un tuo giorno, sotto al sole caldo
ci sono nato
io, ci sono nato io.
E con le messi che hai fra le tue mani
ci porti il tuo
tesoro, con le tue spighe doni all'uomo il pane
alle femmine
l'oro, alle femmine l'oro.
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita
mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni
uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non
sai mai giocare.
Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone,
riposa, bevi e il mondo attorno appare
come in una
visione, come in una visione.
Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose
ore
mai come adesso è bello inebriarsi
di vino e di
calore, di vino e di calore.
Settembre è il mese del ripensamento
sugli anni e sull'età, dopo l'estate porta il dono usato
della perplessità,
della perplessità.
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua
identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco
le possibilità, le
possibilità.
Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene
prepari mosto e ebbrezza,
prepari mosto e ebbrezza.
Lungo i miei monti, come uccelli tristi
fuggono nubi
pazze, lungo i miei monti colorati in rame
fumano nubi basse,
fumano nubi basse.
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita
mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non
sai mai giocare.
Cala Novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti,
lungo i giardini consacrati al pianto
si festeggiano i
morti, si festeggiano i morti.
Cade la pioggia ed il tuo viso bagna di gocce di
rugiada
te pure, un giorno, cambierà la sorte
in fango della strada,
in fango della strada.
E mi addormento come in un letargo, Dicembre, alle tue porte,
lungo i tuoi giorni con la mente spargo
tristi semi di
morte, tristi semi di morte.
Uomini e cose lasciano per terra esili ombre
pigre,
ma nei tuoi giorni dai profeti detti
nasce Cristo la
tigre, nasce Cristo la tigre.
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita
mia.
Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni
uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non
sai mai giocare.
Canzone dei dodici mesi - Francesco Guccini
martedì 16 febbraio 2016
amore e necessità
L'amore appare come un rapporto, ma inizia in profonda
solitudine. L'amore si esprime come un rapporto, ma la sorgente dell'amore non
è il rapporto con l'altro: la sorgente dell'amore è la meditazione. Quando sei
assolutamente felice nella tua solitudine, quando non hai affatto bisogno
dell'altro, quando l'altro non è una necessità, allora diventi capace di amare.
Se l'altro è per te una necessità, un bisogno, puoi solo sfruttarlo,
manipolarlo, dominarlo; ma non puoi amarlo.
Osho
giovedì 11 febbraio 2016
mercoledì 3 febbraio 2016
lunedì 1 febbraio 2016
sabato 30 gennaio 2016
venerdì 29 gennaio 2016
mercoledì 27 gennaio 2016
coraggio
Molto prima dell'alba compresi che stavo cercando di
mettere a fuoco una cosa che sapevo da sempre, ossia che il coraggio è una
forma di costanza e che per prima cosa il codardo abbandona sempre se stesso. In
seguito tutte le altre viltà vengono da sole.
Sapevo che il coraggio veniva più facilmente ad alcuni
che ad altri, ma ero convinta che chiunque lo desiderasse potesse averlo. Che
il desiderio fosse la cosa stessa.
Cormac
McCarthylunedì 25 gennaio 2016
giovedì 21 gennaio 2016
in modo insanabile
Quanto lo irritava il circondario, in questo periodo dell'anno.
Non perché ci fosse troppa folla (le folle erano riposanti) e non perchè il
Natale fosse diventato, cosa di cui ogni sciocco poteva avvedersi, un selvaggio
esercizio di sfruttamento commerciale (sotto questo aspetto, che differenza
c'era con le altre festività laiche e religiose della nostra società?). Era
l'atmosfera di divertimento coatto a essere così deprimente, e a far montare
tutt'intorno a lui una corrente palpabile di panico e disperazione repressa. A
Natale la gente non sopporta di essere infelice. In qualunque altro periodo
dell'anno passi, ma se sono infelici a Natale sanno nel profondo del cuore di
essere infelici in modo insanabile. Segni di questa malinconica verità erano su
tutte le facce altrui.
sabato 9 gennaio 2016
lunedì 21 dicembre 2015
lunedì 7 dicembre 2015
martedì 24 novembre 2015
Sotto una piccola stella
Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
e tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.
chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
e tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.
Wislawa Szymborska
sabato 21 novembre 2015
la legge
Se avete la legge dalla vostra parte, parlate a voce bassa,
lentamente, siate educatissimi: poichè la legge è dalla vostra parte, non
dovete preoccuparvi. Ma se non avete la legge dalla vostra parte, picchiate i
pugni sul tavolo, urlate e usate un tono molto risoluto. Usate parole che
creino un'atmosfera di certezza, di assolutezza, visto che la legge non vi
sostiene: dovete creare un'atmosfera che faccia pensare a tutti che avete la
legge dalla vostra parte.
Hari Singh Gaur
Hari Singh Gaur
Iscriviti a:
Post (Atom)




















