domenica 12 ottobre 2008

la vita in stereo


Anni fa scoprirono che il terreno aveva delle capacità non infinite. Che le colture lo privavano delle sostanze nutritive impoverendolo progressivamente. Era un problema. Perché della terra l’uomo viveva.
Qualcuno allora pensò che forse il terreno aveva bisogno di riposo. E inventarono il periodo di maggese.
Poi però non sempre funzionava, e allora qualcuno ebbe un’idea. Forse il problema non stava tanto nel farlo riposare, quanto nel non stressarlo succhiandogli sempre le stesse sostanze, nel non sottoporlo sempre ad alimentare gli stessi ortaggi, nell’evitare la monocoltura insomma. E così inventarono la rotazione delle colture.

Ieri sono stato costretto ad uscire dall’area del mio monitor e un pensiero mi ha fulminato.
Ero stressato, denutrito, oberato. E mettermi a maggese non risolveva più di tanto le cose. Continuavo ad essere privo di entusiasmo e stimoli. Qualcuno però mi ha costretto a uscire, a cambiare aria, a passare dalla mia cultura ad un’altra, ad una rotazione.
Stamattina sorrido, contento e rifocillato nell’animo. Perché l’uomo monocoltura è destinato alla tristezza, all’angoscia di una vita dalle prospettive claustrofobiche. La rotazione richiede abilità e lavoro, certo, ma i vantaggi sono indiscutibili ed evidenti.

È come ascoltare da un orecchio solo, per concentrarsi meglio. E poi scoprire che la vita, invece, è in stereo.

4 commenti:

papaya ha detto...

stereofollia

Amélie ha detto...

bentornata. ti aspettavo

isterika ha detto...

l'ho provato sulla mia pelle, è proprio così.

Anonimo ha detto...

Hej Marco... come va? Renderizzi???
Stai meglio??? Io sono tornata alla vita dopo la consegna di ieri mattina, anche se stanotte non ho pure dormito per la festa di halloween a casa di Felix (il mio "tutor" dello studio che ha la tua età...). Cmq ho pensato dove ero l'anno scorso e ti ho pensato.
Un grosso in bocca al lupo: aspetto notizie bellissime...
Un abbraccio.
Ma Parm come sta?
Ciao. Beni