sabato 6 dicembre 2008

il segno dei pesci


Stavo in piedi, a prua del traghetto, col mio zainetto della Seven ben allacciato sulla schiena. Guardavo davanti a me, con gli occhi ancora pieni di sonno, e non riuscivo a crederci. La Laguna. La famosissima Laguna. Dov’era finita?
Intorno non vedevo altro che densa e lattiginosa nebbia. Non era possibile. Ci eravamo svegliati presto per andare a visitare la magnifica città di Venezia, e cosa troviamo al suo posto? Una città di sfuocate sagome biancastre. Una profonda delusione stava avendo il sopravvento su di me.
Senza rendermene conto qualcosa di questa rabbia triste mi dovette uscire dalle labbra perché un amico, che mi avrebbe accompagnato poi per lunghi anni, mi disse: la nebbia fa parte di Venezia. È parte del suo clima, della sua atmosfera, del suo mito.
Era una gran scusa di merda, questo era chiaro. Ero un bambino, e volevo vedere la città sotto il sole, il resto non importava. Eppure era vera. Quel giorno mi si sbloccò qualcosa dentro, e non solo perché cominciai ad afferrare il fascino di uno degli altri volti di questa città evanescente e misteriosa, romantica e immaginaria.
Intuii che non solo quello che entra in una macchina fotografica vale la pena di essere vissuto. Ciò che non è come desideriamo non necessariamente costituisce una delusione. Il valore delle cose molte volte è una questione di prospettiva. Basta cambiare leggermente l’angolo di vista, e ciò che era assurdo diviene affascinante. Gli si può dare poi un nome di città o di donna. Ma il trucco resta lo stesso. Trovare la prospettiva giusta. E allora vedremo pesci librarsi nel cielo.

(Stasera la nebbia ha preso possesso della città. Nasconde le case dietro agli scheletri umidi degli alberi, le macchine dentro due bolle anabbaglianti. E questa notte, la città, mi sembra finalmente bella.)

7 commenti:

Stefi ha detto...

questa cosa dei punti di vista mi sta perseguitando in questi giorni..e com'è vera!!
e soprattutto non potevi fare esempio migliore per me..venezia..splendida, anche nella nebbia! splendida, perché diventa un'altra..splendida perché ci vedi cose mai viste, nella nebbia!
mi piace! sai sempre trovare il vicoletto giusto in cui infilarti per raccontare.

Amélie ha detto...

buongiorno stefi.
sono le piccole cose che ricordo, quelle che mi hanno insegnato qualcosa. e son contento che ti ci ritrovi.
buon ponte!

Anonimo ha detto...

che parlando di Venezia...non fa una piega... come quella dello specchio che disse "lasciatemi riflettere"

papaya ha detto...

mhh..
qualcuno da un palco diceva la stessa cosa, tra molte altre.
sarà perchè ne ho di nuovo bisogno, sarà perchè forse è vero, ma tutto si risolve nella domanda che viene posta. incredibilmente la risposta dipende dalla domanda. il che non è scontato. come non è scontato credere che ciò che sembra schifo possa essere valido.

papaya ha detto...

e cmq la mia prof del liceo diceva che la nebbia è bella, ti stimola a cercare di vedere di più, ti fa strizzare gli occhi, diventati improvvisamente miopi.
vedi come cambiando il punto di vista..

francesca ha detto...

Arrivi lenta, umida.
Piano m'avvolgi e lo sguardo rapisci.
Ti stendi leggera, piano, nella notte, nuda..
Sento sulla pelle il tuo abbraccio.
Intorno niente più può catturarmi.
Siamo prigionieri sulla tua terra.
Nebbia, scendi lenta.

Amélie ha detto...

bella immagine.
brava fra