venerdì 29 luglio 2011

pneumatici


Una generazione che ha fatto della precarietà una professione. Che ha scambiato l’incertezza per indipendenza, la mobilità per libertà, le psicosi per normalità.

Un popolo che ritiene il futuro un pensiero del passato, il lavoro un prodotto di scarto di quella fabbrica di sogni che è l’educazione, i diritti conquistati dai padri un regalo dovuto. La giustizia un esito della sorveglianza.

Una gioventù che ha barattato l’affetto con il corpo, i valori morali con quelli economici, la vita con la fiction.

Una frangia della storia che ha perso una ruota in curva, che sbanda pericolosamente verso una rivolta indignata contro tutto ciò che la circonda.

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