domenica 3 giugno 2007

lunedì 30 aprile 2007

La cabra mecanica

La novia del marinero
de tanto esperar se cansò
y se lio con el cantinero
Y el marinero se dio al alcohol
Ahí niña de mis amores
Cuando arrastre el temporal
Y antes de darme por muerto
Buscame en el bar

Asì como el ciel pinta el mar
De la color que le place
Sin consultar con el hombre del tiempo
Asì son los sentimientos
Es por esto que prefiero las palabras a los hechos
No tienen nada que demostrar

giovedì 26 aprile 2007

paranoic project. 1- GLASSES







Il primo progetto è dedicato a tutte quelle persone che, per strada, sul lavoro, in giro per la città, non amano salutare le persone che conoscono. Normalmente quando vi incrociano con lo sguardo si inventano di essere improvvisamente estremamente impegnati o distratti, evitando così il contatto.
Bene. Per tutti questi fantastici amici amanti delle relazioni pubbliche ecco un regalo: gli OCCHIALI-DA-SOLI. Sono occhiali concepiti come i paraocchi dei cavalli, di modo tale che basterà guardare in una direzione specifica per evitare la vista degli indesiderati conoscenti.

Bienvenidos a todos a la nueva secciòn llamada PARANOIC PROJECT.
El primer proyecto està dedicado a toda la genta a la que no le gusta saludar a los conocidos que pueden incontrar, por la calle, por la ciudad, en el trabajo. De repente, cuando se cruzan con la mirada de alguien conocido, se ponen muy ocupados o distraidos.
Bueno. Para todos ellos tenemos un regalito: las GAFAS-DE-SOLOS. Son gafas hechas como las anteojeras para los caballos, asì que harà falta justo mirar en una direcciòn donde no haya nadie conocido para tener una buena escusa y no cruzarse con ellos.


welcome to everyone to our PARANOIC PROJECT section.
The first project is a gift for all the people that don't like to greet the known people. Each time they simulate to be really busy or distracted.
For all them we’ve got the LONE-GLASSES. Glasses made like the blinders for horses that they just have to put and they will can look just in one direction where there is no known people.

sabato 7 aprile 2007

le silence est un mot

la caza de amor es de altanerìa. gil vicente
cualquier hombre sarà feliz con ellas, porque han sido criadas para sufrir. gabriel garcìa màrquez

birthdays










domenica 11 marzo 2007

Fontana

Fontana.
La superficie e i tagli, le perforazioni.

La realtà è una pelle, un telo teso su cui corrono infiniti fili fino a disegnarne la trama.
Passiamo il tempo cercando di adagiarci sul tessuto, alla ricerca della posizione comoda.
Poi c’è chi il tessuto lo perfora. C’è chi oltrepassa la superficie delle cose puntando direttamente al cuore. Sensibilità, talento, carattere, doti. Sono tutti gli strumenti che trasformano gli episodici incroci del tessuto della storia da monotono frutto del telaio in evento.

martedì 6 febbraio 2007

ipse dixit. Rem Koolhaas

Bello come l’incontro fortuito, su un tavolo anatomico, di una macchina da cucire e di un ombrello.

Il manhattanismo […] è un movimento che ha a che fare con la centrale e paradossale fonte di infelicità e di ansietà della Metropoli: il fatto che talune concentrazioni di persone su un’area ristretta e la conseguente proliferazione della tecnologia costituiscono una esplosione del Possibile tale da cancellare la Realtà “naturale”.

Anche i bastardi sono dotati di un albero genealogico.

Dove non c’è nulla, tutto è possibile. Dove c’è architettura nulla (altro) è possibile.

L’edificato, il pieno, è ormai incontrollabile, in quanto terreno d’azione di forze politiche, finanziarie e culturali che lo sottopongono a un perpetuo processo di trasformazione. Ma non così il vuoto: è questo, forse, l’unico campo rimasto in cui sia ancora possibile qualche certezza.

Junkspace è spesso descritto come uno spazio di flussi. Ma è una definizione sbagliata. I flussi dipendono da movimenti disciplinati, corpi che restano uniti. Benchè sia un’architettura delle masse, ciascuna traiettoria è rigorosamente unica. Junkspace è a tela senza ragno. Questa anarchia è uno degli ultimi modi tangibili con cui misuriamo la nostra libertà. È uno spazio di collisione, un contenitore di atomi. È sempre attivo, non denso.

giovedì 1 febbraio 2007

ipse dixit. critica

Tafuri
dopo aver insistito sullo sforzo d’astrazione ce sull’ansia di precisione che i Five Architects sviluppano, non si può smettere di sottolineare che in loro rivive in pieno la paura riguardo alla realtà, paura in cui Worringer situava l’origine dell’astrazione.

Riegl
Lo spazio è il maggior nemico di ogni sforzo che tende ad astrarre e quindi nei periodi di cambiamento si cerca di eliminarlo dalla rappresentazione. Tentare di andare oltre lo spazio, con i suoi oggetti, la sua atmosfera, il suo luogo, significa tentare di eliminare la temporalità, l’individualità e la materialità e tendere verso l’astrazione, la geometria e la rappresentazione mentale.

ipse dixit. Ernesto Nathan Rogers

Ed ecco che se i maestri ci avevano dato l’esempio della lotta, e l’avevano iniziata in nome di una umanità teorizzata, noi dovevamo continuare la battaglia, ma scendendo in campo gomito a gomito fra gli altri uomini: se la bandiera dei nostri immediati predecessori si chiamava “Avanguardia”, la nostra ha il nome di “Continuità”.

Noi crediamo nel fecondo ciclo uomo-architettura-uomo e vogliamo rappresentarne il drammatico svolgimento: le crisi; le poche, indispensabili certezze e i molti dubbi, ancor più necessari; siccome pensiamo che essere vivi significhi, soprattutto, accettare la fatica del quotidiano rinnovamento, col rifiuto delle posizioni acquisite, nell’ansia fino all’angoscia, nel perpetuarsi dell’agone nell’allargare il campo all’umana “simpatia”.

Essere liberi non è una condizione che si possiede per nascita, ma è un valore potenziale che, attraverso gli anni, si conquista o si perde per sempre.

sabato 27 gennaio 2007

giovedì 25 gennaio 2007

ipse dixit. Louis I. Kahn

Amo gli inizi. Gli inizi mi riempiono di meraviglia.

Mi sono abituato a pensare in termini di silenzio e di luce.

Parlando della casa di L. Barragàn:
Mentre giravo per la sua casa, ho sentito il senso del termine “La Casa”: buona per lui e buona per chiunque in qualsiasi momento della vita. Essa vi dice che l’artista cera solo la verità e che ciò che è tradizionale o moderno non ha nessun senso per l’artista. […] Qualunque cosa accada nel corso contingente della sua vita, l’uomo lascia, come può prezioso residuo, una polvere d’oro che è l’essenza della sua natura. Questa polvere, se voi conoscete questa polvere e credete in essa e non nelle circostanze, allora siete davvero in contatto con lo spirito della tradizione. Può darsi allora che si possa dire che la tradizione è ciò che vi da i poteri dell’anticipazione, per cui sapete, quando create, che cosa resterà.

lunedì 22 gennaio 2007

ipse dixit. Le Corbusier

Ozenfant a riguardo degli stabilimenti industriali.
Vi era –è vero- qui e là, sul coronamento […] qualche merlo, qualche frontone greco: l’ingegnere, o qualche architetto che passava vicino ai tavoli di progetto, aveva voluto “abbellire” il puro lavoro del tecnico: come fosse possibile abbellire un uovo! (l’uovo di Pasqua è un crimine contro natura)

Tentori-De Simone:
Sembra che Le Corbusier abbia riservato le sue curve urbanistiche al continente sudamericano e all’Africa. Viene allora in mente una affermazione che negli ambienti intellettuali brasiliani è abbastanza diffusa: Sud America e Africa non fanno parte dell’emisfero di Cartesio, appartengono all’emisfero anti-cartesiano, il quale si distingue, anche, per non essere separato dall’altro dalla linea diritta dell’Equatore, bensì da una linea sinuosa che, forse, comprende anche alcune contrade europee: Andalusìa, Sicilia…

Le Corbusier, Précisions sur un état présent de l’architecture et de l’urbanisme
Come gli oggetti osservati sul tavolo di un bistrot, attorno al quale
due o tre persone che hanno preso il caffè […] stanno facendo conversazione. La tavola è ancora coperta di bicchieri, di bottiglie, di piatti, l’oliera il sale, il pepe, i tovaglioli, i portatovaglioli, ecc. Considerate l’ordine fatale che mette ognuno di questi oggetti in rapporto con gli altri; ognuno d’essi è servito a qualcosa, sono stati scelti dalla mano dell’uno o dell’altro; le distanze che li separano sono la misura della vita. Si tratta di una composizione congegnata matematicamente; non vi si può trovare un errore, un vuoto un punto falso. Se un operatore cinematografico […] riprendesse in “primo piano” questa natura morta, noi avremo una testimonianza d’armonia pura. […] Io trovo in ciò che chiamo la “Casa degli uomini” queste stesse disposizioni fatali.

Le Corbusier. Le Corbusier lui-meme
Allora io dipingo per me stesso: la sera, e il week-end, dal sabato alle 14 alla domenica alle 20, per degli anni […] Lasciando gli affari, conquisto poco a poco delle ore per la pittura. Dal 1927, tutte le mattine dalle 8 alle 13 sono riservate a me stesso. […] Navi, treni, aeroplani, ore e giornate libere e più che libere: ore di distacco. Ore d’isolamento eccitanti, motrici, provocatrici, benedette per sentire e creare. […] Al di fuori delle durezze implacabili di questo mestiere di architetto, è una occasione di vedere, di stabilire dei contatti; è una rivincita dello spirito creativo, in una indipendenza totale […]. È un immenso beneficio quello i trovarsi di fronte a se stessi per aprire gli argini alle forze interiori, in questo caso personali, individuali senza restrizioni, intime ed esenti da pretesti ed obblighi […]. Ho lavorato per me stesso, avendo me come giudice, un giudice non compiacente.

Le Corbusier, Voyage d'Orient
Adoro l'eclettismo e spero di arrivare ad avere i capelli bianchi per dedicarmici completamente

sabato 20 gennaio 2007