lunedì 9 giugno 2008

pelle bianca su spiagge bianche









-Pfff, Michi, sono le 9.30. Dobbiamo alzarci.
Alzo la tavoletta verde del cesso, e mentre scarico le ventra mattutine chiamo.
- Bonjour. Stavi dormendo? Tra un’ora siamo da te. Preparati.
Il mondo tedesco stipato nel nostro studio si sveglia pian piano. Come una mandria di nomadi erranti ci riversiamo sui tavolini del bar, intrecciando inglese e italiano. Mentre gli altri si preparano io e Michi togliamo la multa dal parabrezza e parcheggiamo di fronte a casa.
Dopo qualche ora di strada arriviamo alle spiagge bianche di Rosignano Solvay, dove il bicarbonato delle industrie ha trasformato la costa toscana in quella improvvisamente esotica di un paese caraibico. Michi lega le birre ad una boa, per farle raffreddare. Facciamo le foto di rito (qualcuno mi spiega perché sono tutti chinati e io sono perfettamente in piedi, diritto?), disegniamo la spiaggia con il nostro campo da calcetto, arricchiamo il biliardino del bar, BigMichi si porta via un buon numero di birre del chiosco. La piramide umana, il travestito di sabbia.
Si riparte. Mi siedo alla guida del Vito 9 posti scambiandolo per una macchina da rally, e ci lasciamo scorrere intorno la campagna senese, al tramonto. Qualcuno prova a vomitare, al ritmo delle mie curve, ma non ci riesce.
Parcheggiamo sotto le mura ed entriamo a Siena, magnifica città. Entriamo nel ristorante e creiamo scompiglio, invadendo con la nostra Babele di lingue l’aria calma delle volte in mattoni.
Dopo aver salutato piazza del Campo ripartiamo alla volta della città della cupola.
Dopo varie peripezie finiamo alla festa ad Agraria, dove un mare di gente si muove all’ombra della luna, e al ritmo di reggae. Quando il cielo comincia a schiarirsi saliamo in macchina ed andiamo a casa.
Mentre in cucina ci spazzoliamo le ultime patatine alla tortilla qualcuno si infila in qualche letto, qualcuno si scola l’ennesima birra. Con la mattina arriva il sonno e le voci si spengono, pian piano, mentre quel pazzo di Bavaro entra alla Coop per comprarmi una pianta carnivora.
Ma dove cazzo lo trovate, uno così?

4 commenti:

papaya ha detto...

keep it close, never let it go.
it's already enough you have found him out (maybe you're such a couple of puzzle pieces, looking for each other. hard to say whowas looking and who's been found)

Amélie ha detto...

just live it, and never let it go.
even if it's far, even if it's foreign.
happiness is an entusiasthic
never stop
never stop

papaya ha detto...

la foto alla finestra sembra bartleboom e il suo bambino, uno salterà di qua. l'altro di là.

Amélie ha detto...

non ci puoi credere
ho pensato esattamente alla stessa cosa quando li ho visti seduti lì
appollaiati come se fosse la cosa + naturale al mondo
mostrare a firenze le proprie palme dei piedi
dall'alto di un appartamento