venerdì 19 giugno 2009

granada - il ritorno


Lo spazio scorre accorciandosi davanti a me, come un conto alla rovescia dove i minuti han lasciato il posto ai chilometri. È un rincontro da film, un’attesa in movimento.
I cartelli passano di fianco al finestrino del bus sancendo l’ennesimo chilometro. Quaranta.

Scendo dal bus e, ancora una volta, mi pervade la sensazione di essere tornato a casa. La sensazione di avere qualcuno da andare a trovare, da salutare. Eppure questo qualcuno non ha voce per rispondere. Sono vie e strade, sono locali ed edifici. L’Alhambra in lontananza, splendida nella notte. Camino de Ronda e i suoi negozi chiusi. L’appartamento, centro di un piccolo microcosmo che non può scomparire, ma che ha lasciato le sue tracce un po’ ovunque. La riva del Genil. L’Albaicìn, il Realejo. Cuesta del Pescado.
Esattamente come il rincontro col primo amore, così ogni gesto è silenzioso e lento, un rituale di rincontro e di addio.

1 commento:

papaya ha detto...

quando si dice che partire è un po' morire.. io mi chiedo invece se non lo sia anche tornare. e magari ritornare.