martedì 15 aprile 2008

borgo


Ore 11
- Regina, ‘sto treno non passa …
- Sei sicuro che passa sul 2?
- Vado a vedere.
- …
- Ehm, l’abbiamo appena perso. Il prossimo è tra un’ora. Ti porto a fare un giro al porto, ok?
Ore 18
- Marco, fatti la doccia veloce che poi partiamo.
- Macchè doccia. Vengo via così …
- Fattela. Che non si sa mai cosa può succedere …
Ore 21
Salutiamo l’Ire, la Leti, la Clod e Piter e scendiamo dal treno diretto a Santa Maria Novella.
Sul marciapiede deserto del binario 1 di Borgo San Lorenzo il macchinista ci guarda, con la testa fuori dal finestrino.
- Ragazzi, volete risalire?
Lo guardiamo.
- Questo va a Santa Maria Novella, no?
- Si.
- Allora no, grazie. Aspettiamo quello per Campo di Marte.
Titubante ritorna in cabina e pian piano il treno riparte.
Entriamo nella sala d’attesa e guardo il display.
C’è una sola scritta. Sotto il vuoto assoluto. C’è un solo treno in partenza. Il treno per Santa Maria Novella. Il treno che è partito un secondo fa. Ci guardiamo negli occhi.
- Non ci posso credere.
Andiamo dal capostazione.
- Senta, il treno per Campo di Marte su che binario passa?
- Non c’è più.
- Come non c’è più?! È 6 anni che lo prendiamo ogni domenica …
- Mi spiace, è da gennaio che l’hanno tolto. Lo rimetteranno a giugno.
- Beh, allora aspettiamo.
- …
- Non ci sono altri mezzi per andare a Firenze?
- No, mi spiace, fino a domattina niente.
Ci guardiamo e ci mettiamo a ridere.
- Una birra?
Ore 22
Diventiamo immediatamente l’attrazione della serata di Borgo. I nostri trolley rimbombano per le strade vuote del centro e quando arriviamo al bar tutti gli sguardi sono per noi.
- Ciao. Mi fai 3 birre, 2 bionde e una rossa?
Il cameriere solleva lo sguardo dal bancone e mi appoggia due occhi ebeti addosso.
- C’è qualche problema? – gli chiedo.
- Ho finito la bionda.
- Beh, allora fammi 3 rosse.
Comincia a spinare il primo bicchiere. Poi si gira e dice.
- Mi spiace, ho appena finito anche la rossa.
- Dio mio. Avrai birre in bottiglia, no?
- Certo.
- Cos’hai?
- Moretti.
- E poi?
- Basta.
- Allora 3 Moretti.
Apre il frigo, si gira e mi dice:
- Me n’è rimasta solo una.
Trattenendo una crisi di risa me ne vado con la bottiglia.
Ore 23
- Ciao Sere. Senti, mi sa che farò un po’ tardi. Sono bloccato nel mezzo dell’Appennino e non so quando riuscirò a tornare a Firenze. Dovrebbero venire a prenderci dei nostri amici in macchina.
- Beh, se vuoi Francesco è originario di Borgo. Puoi sempre chiedergli se ti ospita per la notte. Anche se ormai vive a Firenze, non so se lo trovi …
- Fa lo stesso. Ti chiamo quando arrivo. Ciao.
Entriamo in un Irish Pub.
- Ciao – fa Pistarino alla barista.
Tutto il pub si volta a guardarci, mentre tentiamo di passare tra il bancone e il muro per andare al piano di sopra con le nostre mega valige.
Sto scendendo le scale del pub quando:
- Ehi, Francesco!
- Ehi, ciao. Cosa ci fai da queste parti?
- Niente. Sono sceso dal treno per prenderne uno che non c’era. Ora sono incastrato qui.
- Beh, sei fortunato. Io sono tornato solo oggi e sono qui per caso. Se vuoi ho 2 posti per dormire.
- Grande!
Nel frattempo arriva Parmino:
- E’ arrivata l’Irene. Ci aspettano in macchina.
- Grazie comunque Fra. Alla prossima.
- Ciao.
Ore 0
- Ci si sente domani, Sere.
- Ok, buona notte.
- ‘Notte.
Giro l’angolo e mi avvicino al portone di casa.
Frugo nelle tasche del giubbotto, dei pantaloni, delle valige.
Alzo gli occhi al cielo e penso:
- Cazzo, le chiavi!

3 commenti:

papaya ha detto...

assolutamente MI TI CO

wanderer ha detto...

non sai le ghigne che ci siamo fatti in treno!!! :)
tornare a firenze non è mai stato così divertente!

Anonimo ha detto...

a inventarsi una cosa del genere non sarebbe venuta un racconto così geniale. Ah la vita, non sai mai quello che ti capita...