martedì 15 aprile 2008

tragaluz - cap1

Si accomodi, disse con voce velata.
La ringrazio, rispose la signora sedendosi.
Vuole che le favorisca il menù?
Oh, no grazie. Sto aspettando una persona. Mi porti un bicchiere di vino nel frattempo, per favore.
Certo signora.
Con un impercettibile inchino girò su se stesso e scivolò verso il bancone. Mentre riferiva l’ordine pensava che quella donna avesse fascino. Ne aveva viste passare tante da quelle parti, certo. Vestiti splendidi, modi raffinati, delle vere dame. Eppure non avevano charme, carattere. Lei sì, pensò tra sé.
La serata andava bene, il ristorante era quasi pieno ed i clienti si trattenevano volentieri in chiacchiere dopo aver terminato la cena. Mentre passava trai tavoli come un’ombra discreta, si ritrovava a guardare in direzione di quella donna sola, seduta al tavolo, che accarezzava il bicchiere di vino e lo sorseggiava lentamente. Non c’erano sigarette ad ingannare l’attesa. Non c’erano moti di disagio o di impazienza. Semplicemente guardava. Si guardava intorno come se il locale fosse un’opera d’arte. Ne osservava i dettagli, si soffermava sulle luci, sui tavoli. Mai che si permetta di fissare i clienti però, pensò.

Signora, tutto bene?
A meraviglia grazie.
Vuole che le porti qualcosa nel frattempo che aspetta? Qualche salatino, del pane tostato?
No, la ringrazio. Sto bene così, non ho fame.
In ogni caso non si preoccupi. Se le venisse fame più tardi non ci sono problemi. La cucina resta aperta fino al mattino. Non dubiti a farmi un cenno per qualsiasi cosa desideri.
Molto gentile, la ringrazio.
Si trattenne leggermente col suo inchino e tornò dagli altri clienti. Una signora come lei non dovrebbe aspettare, si disse. E mentre aspettava un piatto di solomillo en vinagre de Modena si trattenne ad osservarla, discretamente, da lontano.
La prima cosa che colpiva di lei ovviamente erano quei capelli grigi ramati di bianco e nero raccolti sul retro in una piccola coda. Dentro quella cornice stavano assisi due occhi di una intensità straordinaria, che smentivano con la loro aria vispa l’età che i capelli affermavano. Hanno qualcosa dentro, nel loro modo di osservare, come se dietro, dentro, ci fosse qualcuno che osserva da molto lontano.
Divenne la sua piccola preoccupazione per quella sera. Decise che avrebbe fatto in modo che non le mancasse nulla. Già era estremamente penoso vederla aspettare sola dopo tutto quel tempo, anche se a lei sembrava non importare.

Se mi permette, signora, la casa vorrebbe invitarla ad ingannare l’attesa con questo piccolo omaggio. È un passito speciale che importiamo direttamente dalla Sicilia abbinato con alcuni semplici antipasti di formaggi e miele. Speriamo che gradisca.
Estremamente gentile da parte Vostra. Ma vi prego, non dovete disturbarvi. Sto solo aspettando. E l’attesa non mi pesa.
Certo signora. Ma la prego di accettare in ogni caso questo dono.
Con molto piacere allora.
Girò elegantemente su se stesso e tornò verso la cucina.

4 commenti:

papaya ha detto...

attendere ancora?
solo, solo se sai cosa stai attendendo.

donne con i capelli sale e pepe? sono la tua passione ultimamente..

Amélie ha detto...

bello.
capelli di sale e pepe.
questa te la rubo.

non attenderà ancora per molto, non ti preoccupare

papaya ha detto...

non attenderemo, tutti, per sempre? il che è preoccupante.

papaya ha detto...

È un parassito speciale che importiamo direttamente dalla Sicilia .. si chiama solitudine...