lunedì 26 maggio 2008

risciacquare i pensieri in arno



La corrente ci porta silenziosa a scoprire il mondo misterioso della città vista da un’altra prospettiva, quella di chi il fiume lo vive e lo naviga. Ponte vecchio, con le sue gigantesche volte puntellate. Le magnifiche teste di capra in marmo appese al ponte dell’Ammannati. I fronti della speculazione postbellica.
Ma non è questo a lasciare incantati.
È un sentimento più antico del Ponte vecchio, più remoto del concetto del ponte e dell’argine.
È una memoria ancestrale ed atavica scritta nel sangue.
È il richiamo dell’acqua.
È la sensazione di stare immersi in questo immenso corpo liquido, che sembra avere una sua volontà, seppur sopita nei riflessi della notte. La straordinaria presenza dell’acqua, a dieci centimetri da me, al mio lato, intorno e sotto. E io ci sono dentro. Non sopra. Dentro.

2 commenti:

papaya ha detto...

ma come hai fatto ad essere lì? cazzo, vivila 'sta città di merda!! sfruttala e violentala fino a farla urlare!

Amélie ha detto...

ci sono più cose di quello che pensiamo in questa cittá. solo bisogna lascairsene conquistare...
e come sempre te ne rendi conto alla fine