mercoledì 13 febbraio 2008

riso e wurstel


Quell’ansia strana che ti sale. Lo stomaco di pietra e l’adrenalina nel sangue. Il cervello intento a cercare mille e mille connessioni.
È la costante sensazione di star perdendo qualcosa, di stare nel posto sbagliato, di non star facendo qualcosa di più importante, che fotte il presente. È la percezione costante dell’errore, dell’equivoco.
Eppure molte volte il Qualcosa d’altro non c’è. Non è preciso, non è comprensibile. È solo una sensazione viscerale che ti porta a bruciare le tappe per liberarti del presente, fino a quando non sarai libero e liberamente sentirai il vuoto intorno a te. E allora sentirai crescere il senso di inutilità.
Il presente si vive col presente.

8 commenti:

b(L)au ha detto...

mi capita troppo spesso
...ultimamente!!!

wanderer ha detto...

correre disperatamente inseguendo mille e mille cose e quella veramente importante è a mezzo millimetro da te...e perdere l'attimo per afferrarla...perchè corri troppo veloce, troppo distratto, troppo...

Amélie ha detto...

succede tante volte.
mi succedeva di fronte a san giacomo quando vedevo richi e gli altri ingegneri fare gli stupidi e divertirsi come matti
sentire forte e densa la sensazione di un'allegria interiore
e poi altrettanto forte e amara, la distanza e la mancanza di ponti tra me e loro.
bisogna diventare costruttori di ponti. bisogna superare le incapacità di oggi. perchè altrimenti rimaniamo sempre desiderosi dell'altra sponda senza mai raggiungerla. e viviamo di rimpianti
ehi. forse la soluzione è essere dell'altra sponda!

Amélie ha detto...

ps frau sei tu?

b(L)au ha detto...

proprio così

papaya ha detto...

Il presente si vive col presente.
troppobbello troppovvero

Amélie ha detto...

ma allora hai un blog? (ps. sto parlando con frau)

b(L)au ha detto...

Te lo spiegherò un'altra volta
comunque si!!

A U F W I E D E R S E N