venerdì 22 febbraio 2008

sweepey


Ieri siamo andati a vedere un film al cinema Verdi.
Siamo usciti di casa e ci siamo incamminati lungo Carrer Corsega fino a Passeig de Gracia. Attraversata la Diagonal ci siamo addentrati nel quartiere Gracia. Improvvisamente la città dei grandi e moderni edifici è sparita ed ha lasciato spazio alla piccola architettura di quello che tanto tempo fa doveva essere un villaggio nelle vicinanze di Barcellona. Gli edifici bassi e con le tipiche facciate da pueblo lo sussurrano.
Il cinema proietta solo film in lingua originale, e così entriamo e ci sediamo, in attesa di guardare Sweeney Todd, l’ultimo di Tim Burton. Si spengono le luci in sala e noi tiriamo fuori dalla borsa le nostre bottiglie di birra. Il film è un musical in inglese, con sottotitoli in castigliano. Beh, meglio che in catalano, penso. E così il cervello si ritrova a saltare tra le due lingue ospiti..
Il film? Un po’ troppo pulp a volte, un po’ troppo teatrale, un po’ troppo musical. Per il resto le atmosfere di Burton sono sempre luoghi estremamente piacevoli in cui calarsi. Anche se la storia è di terribile crudeltà, e la fine mozzata come le teste. Resta qualcosa?
Oggi esco dal lavoro alle 19.20, vado insieme a Daniel verso il Collegio de los Arquitectos. C’è una conferenza sulle residenze dove parlano la mia capo e tale Moses Gallego. Mentre passeggiamo lungo Passeig de Gracia continuiamo a incrociare facce e lingue da tutta Europa. E al collegio la conferenza è in catalano.
È straordinario come in questa città ci sia di tutto. Come la gente che sta qui sappia come minimo 3 lingue e come ognuno cerca il modo per godersi tutto quello che c’è oltre il lavoro, come se ancora non si fossero arresi all’annichilimento sociale della condizione lavorativa.
E mentre scrivo tutto ciò dietro di me gocciano le camice, lavate a mano e appese ad asciugare alla mensola dell’armadio…
Ah. Che città!

2 commenti:

papaya ha detto...

credo che la riconoscerò, credo che la sentirò familiare, come il sole a strisce che ti sveglia al mattino. come un bel ricordo fotografato in un sorriso.

Amélie ha detto...

qui i sorrisi abbondano
anche quelli findus
anzi, ora me ne vado a mangiare uno

giorgio dove sei finito?