domenica 20 gennaio 2008

bip

Ospedale.
Letto.
“bip” delle macchine.
Lui le stringeva la mano delicatamente mentre lei lo guardava con un filo di vita appesa agli occhi.
“bip”
Lui aveva sul cuore un peso, non riusciva a piangere, ma avrebbe voluto farlo, non voleva che lei lo vedesse triste, ma avrebbe voluto piangere.
“bip”
“Come sta la nonna sta facendo molta fatica con i bambini?” chiese lei con un sussurro.
“Bene… la nonna … per lei va bene… non ti preoccupare”
“Bip”
“Quel tuo amico ha detto che domani passerà di nuovo prima dell’operazione” sussurro lei.
“E’ un bravo medico dopo gli andrò a parlare… ci sono i bambini fuori… vorrebbero vederti…”
“Bip”
“Falli venire, uno alla volta…”
Uno alla volta in qual reparto. I pazienti non devono essere disturbati. I medici non devono essere intralciati.
L’uomo andò a chiamare i suoi figli.
“Bip”.
Mentre si allontanava guardò un ultima volta verso di lei, mentre lei guardava lui allontanarsi, mentre lui se ne andava, anche lei se ne andava. Lui si sentiva morire dentro.
“Bip”
Lei no.

5 commenti:

ammiratoreanonimononparmino ha detto...

cavoli che storia sentita mi piace, chi la scritta è un genio

ed luisè ha detto...

mmmhhh

zurbi ha detto...

chissa se qualcuno pur non conoscendomi capisce il significato di questa storia

Zurbi ha detto...

cavoli Amelia!!!! appena leggeno le storie mi riconoscono devo scrivere più incognito

Amélie ha detto...

tutto il mondo ti tana
tutti ti conoscono
sei già un divo

wowowowow