sabato 19 gennaio 2008

a bon droyt - capitolo 1


A Limeux vicino a Vierzon, nel centro della Francia, vive un matto che, come dice la gente del posto, ha un grandissimo pregio: è ricco, schifosissimamente ricco. La peculiare vitalità, se così posso definirla, di questo omino eccezionalmente eccentrico lo ha portato a investire il suo patrimonio (frutto di un indefesso lavoro nel campo dei tagliaunghie tascabili) nella costruzione di una magione quanto meno sproporzionata rispetto ai nostri tempi di civili abitatori di loft, flat e simili: un castello.
Il castello in questione non si è proposto (l’omino) di costruirlo con moderne scenografie di cemento rivestite, bensì dopo numerosissime bestemmie (dell’architetto) tramite l’impiego di mezzi consoni all’epoca in cui simili strutture erano in auge.
L’omino, oltre una valanga di soldi, possiede una “carte d’identité” con su scritto “Gustave Gauthier”.
Il Sig. Gauthier è così finito, suo malgrado, in un impresa ciclopica, non quella di costruire il più inutile e vistoso feticcio falso storico dei nostri tempi (dopo Las Vegas), ma di dover tenere a bada giornali e giornalisti che immancabilmente hanno cominciato a punzecchiarlo in ogni modo.

La gente si riteneva sicura che il sig. Gauthier fosse l’uomo più pazzo che Limeux (paese di 34 anime) avesse mai annoverato tra i suoi illustri ospiti. Bisogna dire che la gente di Limeux era (ed è tuttora) dotata di una contagiosa cortesia, di una disinteressata ospitalità e di una affettuosa generosità. Accadde che qualche anno dopo l’edificazione del sopraccitato castello la gente di Limeux si trovò ad abbracciare l’idea (e insieme ad essa il mio amico), che il loro strambo concittadino era solo il secondo più pazzo uomo che Limeux avesse mai avuto l’onore di ospitare.
Fu così che il mio amico trovò nella locanda “la Cognette” una sbalordita schiera di ascoltatori, tutti ospitali, cortesi e generosamente pronti a dargli del matto.
“Allora Briac il solito?” chiese Irmine, la procace locandiera de “la Cognette” al suo abituale ospite. Briac era quello che nel nostro giro tondo di visioni del mondo si avvicinava maggiormente all’Ideale di “perdigiorno”. Il suo unico mestiere accertato infatti era quello di spendere denaro, la cui fonte nessuno conosceva, nella locanda e di finire, a tarda notte, perdutamente innamorato di qualche lampione per strada.
“No carissima Irmine, portami la bottiglia del tuo rosso migliore oggi è il 7 marzo devo festeggiare” rispondeva Briac mentre si accomodava nel solito posto.
“… Ah quasi dimenticavo la tua ricorrenza” Irmine era già pronta con una bottiglia e due bicchieri in mano.
“Allora Irmine ci sono nuove?”
“Ah si mio caro, oggi ho un ospite!”
“Mi pigli l’inferno…” Briac non ebbe modo di esprimere compiutamente i suoi propositi perché dal fondo della sala Fernand, che stava spazzando senza speranza un pavimento che solo un incendio avrebbe potuto lavare, si avvicinò con la sua andatura zoppicante “Ti pigli davvero l’inferno Briac, è la prima volta in quattro anni che mi tocca rifare una camera”.
“Su su Fernand il lavoro nobilita l’uomo” disse Briac strizzando l’occhio a Irmine.
Fernand era il tutto fare della locanda, aveva circa 60 anni e ne dimostrava più o meno il doppio. La gente diceva che si era preso una pallottola nella gamba durante una delle due guerre. Lui diceva che la pallottola se l’era presa per amore e poi mandava tutti a farsi fottere.
“Dov’è adesso il tuo ospite Irmine?” Chiese Briac
“E’ andato a farsi un giro in paese intanto che Fernand gli faceva la camera.”
La porta della locanda a questo punto si aprì tanto per chiarire che il mio amico non aveva più nulla da vedere del piccolo centro.
Il mio amico si guardò intorno, vide il gruppo seduto che lo guardava, e si piazzo davanti a Briac tendendo la mano:
“Piacere Francesco Corsi…” Briac lo guardò dall’alto in basso con una comprensione che rasentava quella di una macchina per radiografie. “Briac Bonnet” disse prendendo la mano.
“Allora sig. Corsi le piace la nostra cittadina?” chiese Irmine guardandolo con un largo sorriso da 30 euro anticipate
“Devo dire si. Mi piace molto, anche se temo che non basti una sola mattina per comprenderla a fondo” tecnicamente avrebbe dovuto essere un complimento visto che la “cittadina” era composta di circa 20 casette tutte più o meno sulla stessa strada e tutte più o meno uguali.
“Prenda un bicchier di vino offre la casa”
“Grazie, molto obbligato madame”
Francesco prese il bicchiere che Fernand aveva provveduto a recapitare mollando la scopa in un angolo e si mise a bere seduto con gli altri.
In poco meno di venti minuti i nostri quattro avevano scolato la prima bottiglia del rosso migliore della casa (che era anche l’unico rosso della casa). Ed ora stavano tutti li seduti con una gran voglia di chiacchere e lo spirito molto leggero:
“Un altro po’ di vino monsieur?” chiese Irmine, al mia amico.
“Oh grazie, si!”
Fernand aveva già stappato la nuova bottiglia e mentre rimboccava il bicchiere del mio amico gli chiese: “Allora, mi faccia capire. Lei vorrebbe parlare con il sig. Gauthier e chiedere… ?”
“Monsieur di noleggiare la torre più alta del castello per una notte”
“Si, d’accordo, ma per farne… ?” chiese Briac mentre pigliava la bottiglia da Fernand e cercava di comprendere l’esatta posizione del suo bicchiere sul tavolo.
“Per scalarla.” Rispose il mio amico trovando il bicchiere di Briac e perdendo il proprio.
“E poi…?”
“...prendere la mia dama e portarla in braccio fuori dal castello.”
“Quale dama?” chiese Fernad, che intanto aveva ripigliato la bottiglia a Briac.
“Quello è un dettaglio… quando sarà giunto il momento avrò trovato la mia bella.” rispose il mio amico con un soave sorriso mentre il bicchiere vuoto subito tornava magicamente pieno grazie a Fernand.
“Caro ragazzo, ma lei è matto?” e Irmine già pensava a farsi dare, oltre la cauzione, tutta la settimana anticipata.
“Con tutto il rispetto madame. No!”

7 commenti:

wanderer ha detto...

Allora l'hai scritta sul serio!!!
Spero proprio che sia l'inizio della grande avventura di Francesco Corsi!
Cmq io voglio assolutamente andare a vedere quel castello (che effettivamente esiste e verrà concluso probabilmente tra 5 anni).
Il cantiere deve essere uno spettacolo!!!

Zurbi ha detto...

sono 5 capitoli
tra qualche gg avrai il secondo

Zurbi ha detto...

sono 5 capitoli
tra qualche gg avrai il secondo

Zurbi ha detto...

c'è l'eco?

Amélie ha detto...

jeje. puto blog. siempre con esa vayna de repetir..

parmino ha detto...

que coño es la vayna? Una vagina con y?

Amélie ha detto...

non lo so. lo dicono sempre le venezuelane.
penso voglia dire COSA