giovedì 31 gennaio 2008

a bon droyt - capitolo 3


Accade, a volte, che persone, come foglie secche gradevolmente adagiate sul terriccio, che non si sono mai sognate di cambiare lo stato della loro vita ormai diretta verso un destino che il tempo ha prefissato, prendano, per così dire: fuoco.
Il fuoco divampò a Limoux grazie a un misero foglio di carta da lettere comune, ricopiato una dozzina di volte, appeso a una certo numero di porte intorno alla locanda. Il fuoco si appiccò alle porte della gente, passò di bocca in bocca, girellò tra le panche della chiesa e finì per esplodere in un boato nella sala comune della locanda.

“Signori, per favore!”. Irmine non riusciva a tenerli tutti a bada quella sera.
Mezza Limeux si era data appuntamento alla locanda per prendere una birra.
“E’ vero che danno le parti a chi vuole?”, chiese Elsie dal fondo, seduta sul suo André.
“Si, ma è una cosa del signor Corsi. Dovete parlare con lui!”, rispose Irmine mentre si divincolava tra i tavoli con 3 boccali di birra in una mano.
“…E il signor Corsi dov’è, si può sapere?”.
“E’ andato a Vierzon per spedire una lettera, Briac. Tornerà domani mattina… Fernand vai a prendere un altro barile di birra”.
Briac e Anton stavano seduti al tavolo con Egide nel disperato tentativo di finire una partita di carte e tutti e tre urlavano per un'altra birra.
“Secondo me gli porta via anche le mutande”, disse Egide sparando un asso di cuori contro Anton.
“A me han’ detto che è un tipo a posto, Briac ci ha parlato.”, disse Anton sgomitando di bastoni.
“Si è un bravo diavolo, distinto e matto come un cavallo.”, rispose Briac chiudendo di cuori.
Irmine si avvicinò al gruppo: “Ecco le vostre birre e domani verso le tre del pomeriggio siete tutti convocati qui.”
“Sarebbe???” chiese Briac.
“Domani tutti e tre per parlare con Francesco di questa storia del teatro, e tu smetti di guardarmi il culo Egide!”.

1 commento:

papaya ha detto...

incipit magnifico.
a me piace briac.