venerdì 18 gennaio 2008

camicia



Capisci quanto ti sei integrato nella vita di una città quando ti togli la camicia.
Slaccio finalmente il colletto che mi ha lasciato un evidente segno di abrasione e respiro di soddisfazione. Guardo l’orologio. Sono le 2.05. Sono ancora vestito come stamattina, con i vestiti del lavoro, con la camicia. Da una strana sensazione. Sentirsi addosso l’abbigliamento del lavoro e sapere che stai andando a festeggiare.
Entro in casa e mi apre un emerito sconosciuto che mi chiede se devo pagare il pedaggio (?!). Poi capisco. In casa ci saranno almeno una quindicina di persone e c’è una festa.
Ora vado a nanna, mentre di là (cioè 5 cm più in là della testa del mio letto) la house impazza.

Ps. Stasera Isa ha detto che in spagnolo ci sono molte più parole che in italiano o francese. Lei conosce solo lo spagnolo. Eppure, chissà se è vero…

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